C'era una volta la città dei matti

 C'era una volta la città dei matti

Prima dell'intervento di Basaglia, gli ospedali psichiatrici erano luoghi di contenimento, non di cura. 

I pazienti venivano privati di ogni diritto, dei propri vestiti e persino del proprio nome. L'uso di camicie di forza, letti di contenzione ed elettroshock era la norma per mantenere l'ordine. Chi entrava in manicomio diventava un "morto civile", rimosso dalla vista della società "sana".

L'esperimento di Gorizia (1961)

Quando Franco Basaglia arrivò a dirigere l'ospedale psichiatrico di Gorizia, rimase inorridito dalla "puzza di morte" e decise di agire: per la prima volta, i malati potevano uscire nei giardini e, progressivamente, in città. Medici, infermieri e pazienti iniziarono a parlare tra loro. I pazienti riacquistavano il diritto di parola e di critica. 

Franco Basaglia

Franco Basaglia è stato uno psichiatra, ma anche un intellettuale e un rivoluzionario che ha cambiato per sempre il volto della medicina e dei diritti umani in Italia.

Basaglia visse l'esperienza del carcere durante il fascismo. Questa esperienza lo aiutò a sviluppare un’estrema sensibilità verso la condizione dei detenuti e degli esclusi.

Il suo obiettivo non era migliorare il manicomio, ma distruggerlo come concetto, convinto che la malattia mentale fosse aggravata dall'isolamento e dalle catene.

La Legge 180 (13 maggio 1978)

La "Legge Basaglia" è stata la prima al mondo ad abolire gli ospedali psichiatrici.

  • Venne vietata la costruzione di nuovi ospedali psichiatrici e programmata la chiusura di quelli esistenti.

  • Il malato di mente smise di essere considerato un "pericolo pubblico" per diventare una persona con diritti civili e politici.

  • La psichiatria non doveva più essere "segregazione", ma assistenza garantita sul territorio (attraverso i CIM, oggi CSM - Centri di Salute Mentale).

  • Il T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio): La legge stabilì che il ricovero forzato deve essere un'eccezione temporanea, legata a necessità cliniche e non a motivi di ordine pubblico, garantendo tutele legali al paziente.



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